2010-2011 Leggere con Ugo Cornia














Parte quest'anno un nuovo GdL che 'seguirà' lo scrittore Ugo Cornia nelle sue divagazioni tra narrativa, saggistica e teatro.


Leggere insieme
di Ugo Cornia

Il leggere è una cosa strana che non saprei come definire. Non ho mai studiato seriamente, cioè su testi di neuroscienze e altre discipline serie, che cosa succede nella nostra testa mentre leggiamo, ma l’idea che mi sembra migliore anche se approssimativa è questa, uno inizia a leggere e dopo un po’ dentro la sua testa parte una specie di film, tu sei felice che ti guardi il film e il resto del mondo scompare completamente, non esiste più; è veramente stranissimo che succeda questa cosa. L’esperienza di quanto sia difficile avere questo gran film nella testa è che ogni tanto, se tutto non va avanti alla perfezione, si realizza l’odiato fenomeno del rivedere la pagina bianca con sopra i caratteri neri: stai andando a cavallo in mezzo a una foresta, stai inseguendo qualcuno, zac, vedi i caratteri stampati e di colpo sei in poltrona con il libro in mano, che magari era un po’ fiacco (il libro), oppure erano un po’ fiacche le tue facoltà (per stanchezza, normali angosce, stati depressivi). In un certo senso per me leggere è stato di colpo, con pochissima spesa, mollare la mia vita e trovarmi di colpo dentro la vita di un altro, e forse leggere testi scientifici è trovarsi di colpo a essere la natura, e i testi filosofici forse sono un tentativo di essere di colpo Dio che sta cercando di reggere il mondo e portarlo avanti. Quindi io (per puro esempio) invece di cambiare sesso, che sarebbe una operazione impegnativa, faticosa, in cui dovrei prendere anche moltissimi ormoni, poi magari io non vorrei cambiare sesso per sempre, ma vorrei soltanto essere una donna per tre giorni, posso leggermi il diario di una signorina di fine ottocento, e se tutto si realizza al meglio per questi tre giorni mi godo le emozioni di una signorina dell’ottocento, poi chiudo il libro e ritorno un signore di mezza età del duemila. Questo mi sembra la cosa bella del leggere: diventare per un po’ qualcun altro, stare in un altro posto e così via. Il libro sarebbe perciò un moltiplicatore di emozioni e pensieri. Considerando così i libri, come una specie di macchina che connettendosi con una testa (e una vita) produce nuovi pensieri e emozioni, forse leggendo insieme in tanti si potrebbe realizzare un piccolo miracolino di ulteriore moltiplicazione di pensieri e emozioni. Uno magari sente in una data frase una precisa sfumatura che un altro ad una prima lettura non sentiva; per qualcuno ci sarà qualcosa di familiare dove un altro sente estraneità; a me sembrerà misteriosa e difficile una cosa che a qualcun altro appare ovvia.

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Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. Suoi racconti sono apparsi su «Il Semplice» e «L'accalappiacani». Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007), e con Quodlibet Sulle tristezze e i ragionamenti (2008). Per Feltrinelli è uscito nel 2008 Le storie di mia zia (e di altri parenti), mentre nel 2009 per la collana I Carnet di viaggio EDT, ha pubblicato, con le illustrazioni di Giuliano Della Casa, Modena è piccolissima.

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