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La terza proposta è Virginia Galilei, Lettere al padre, Salerno 2002. Il volume raccoglie le lettere che, tra il 1623 e il 1633, Virginia Galilei, figlia del celebre scienziato, scrisse al padre. Virginia, figlia naturale, e perciò destinata alla vita monastica, con il nome di Suor Maria Celeste, si rivolge all'illustre padre chiamandolo "Vostra Signoria" e fa accompagnare le sue missive da piccoli doni (dolciumi confezionati da lei, come cedri canditi e cantucci). Per Virgina scrivere è una occupazione vitale ("restringo in questa carta tutto quello che gli cicalerei in una settimana") e con ansia aspetta le lettere del padre ("Metto da parte e serbo tutte le lettere che giornalmente mi scrive V.S. e, quando non mi ritrovo occupata, con mio grandissimo gusto le rileggo più volte"). Dietro il velo della modesta cronaca quotidiana, queste lettere fissano in realtà uno sguardo drammatico sulla società del tempo che ebbe in Virginia monaca clarissa, col nome di suor Maria Celeste - una testimone d'eccezione. Dalle sue lettere traspare, oltre all'attaccamento al padre e alla partecipazione al dolore per la condanna del Sant'Uffizio, una descrizione della vita monastica fatta più di brividi di freddo e languori di debolezza che di estasi e rapimenti mistici.
È un gruppo di individui adulti, disponibili a condividere il racconto della personale esperienza di lettura di un testo, per lo più di narrativa, scelto preliminarmente, di comune accordo. In realtà il GdL legge e rilegge: prima legge il testo, poi ne ascolta altre possibili letture, intanto lo ripercorre e in qualche modo lo rilegge. Far parte di un GdL significa far tesoro della lettura individuale per riportare ad altri emozioni e pensieri che essa ha riportato a noi; è fare tesoro anche delle letture altre, scoprendo:
-libri che avrei sempre desiderato leggere, ma non sapevo esistessero
-il rispetto reciproco
-l'ascolto
-l'orgoglio di essere un lettore
-che leggendo sento, penso, conosco me stesso attraverso la lettura
-che tengo traccia delle mie letture
-che una lettura diversa dalla mia è possibile
Leggere solo libri, mai fotocopie
Mantenere una regolare scadenza degli appuntamenti, in genere mensili
Rispettare gli altri: non interrompere, non sovrapporre le voci, evitare colloqui a “due”, lasciare spazio anche ai meno esuberanti; chi non è mai intervenuto ha la precedenza su chi interviene per la seconda o la terza volta
Non ripetere ciò che altri hanno già detto, ma cercare di contribuire con qualcosa di nuovo e personale
Ricordare che non esistono torto o ragione, solo differenze di opinioni
Ciò che accomuna i membri del gruppo è la lettura di quel particolare testo; è bene perciò attenersi il più possibile ad esso. Anche i contributi critici utili per approfondire possono essere una ricchezza, purché non si dimentichi che ciò che mette tutti sullo stesso piano, al di là delle differenze umane e culturali, è aver attraversato la lettura di quel libro